Attaccamento nei bambini adottati: il ruolo dei genitori adottivi

Cosa è l’attaccamento? Con il termine attaccamento si definisce il legame del bimbo con una particolare figura di riferimento, in grado di fornirgli protezione e accudimento. Per sopravvivere al mondo, infatti, i bambini non hanno bisogno solo di essere nutriti e vestiti. I piccoli necessitano di qualcuno che si prenda cura di loro. Qualcuno che si occupi del loro benessere a tempo pieno, per trasmettere amore e sicurezza. Essi non hanno bisogno solo di nutrimento, ma anche di presenza, carezze e contatto fisico. L’attaccamento si struttura fin dalla nascita, per poi evolversi nel corso della vita. Particolare attenzione è posta al legame di attaccamento nei bambini adottati. Come si struttura l’attaccamento per i bimbi che hanno subito dolorose separazioni e abbandoni? Il tipo di attaccamento nei bambini adottati influenzerà l’inserimento nella nuova famiglia? Cosa può fare la famiglia adottiva per favorire un attaccamento sicuro?

 

CHE COSA E’ L’ATTACCAMENTO?

L’attaccamento si sviluppa a partire dalla nascita. E’ possibile, però, costruire legami di attaccamento con altre figure nel corso di tutta la vita. Lo sviluppo dell’attaccamento segue alcune fasi. E’ tra i 6 e i 18 mesi che possiamo definire la fase dell’attaccamento vero e proprio. Il bambino mantiene la vicinanza con la figura di attaccamento e piange se questa si allontana. Intorno ai 7-8 mesi compare la protesta alla separazione, che si trasforma in vera e propria angoscia da separazione, tipica del periodo compreso tra gli 8 e gli 11 mesi. Questi comportamenti testimoniano la strutturazione di un vero e proprio legame di attaccamento, che, ora, diventa visibile e stabile. Da questo momento, la figura di attaccamento diventa la base sicura da cui il bimbo può partire per esplorare l’ambiente circostante.

QUALI SONO I TIPI DI ATTACCAMENTO?

Le ricerche hanno evidenziato la possibilità di strutturarsi di diverse forme di attaccamento. In particolare, possiamo identificare quattro tipi di attaccamento:

  • Sicuro
  • Insicuro evitante
  • Insicuro ansioso-ambivalente
  • Disorientato-disorganizzato

Da cosa dipende il tipo di attaccamento che si struttura tra il piccolo e la sua figura di riferimento? In particolare, l’attaccamento dipende dall’accudimento di quest’ultima, in modo specifico dalla sua sensibilità. Con sensibilità si intende la capacità di rispondere in maniera adeguata ai segnali del bimbo, creando interazioni sincroniche.

La figura di accudimento stimola adeguatamente il bimbo, trasmette calore e lo coinvolge in maniera accogliente. Questi elementi, infatti, sono predittori di un attaccamento sicuro. Se la figura di riferimento, invece, viene vissuta come qualcuno a cui non richiedere aiuto, perché si dimostra inaffidabile e rifiutante, vi è maggiore possibilità di strutturare uno stile di attaccamento evitante. Quando il careviger, invece, mostra un atteggiamento discontinuo ed è disponibile a momenti alternati, è probabile la presenza di un attaccamento ansioso ambivalente. Se la figura di accudimento è spaventata e spaventante, infine, probabilmente si strutturerà uno stile di attaccamento disorientato e disorganizzato. Le esperienze di accudimento, reiterate nel tempo, vanno a costituire il legame di attaccamento del bambino.

Lo strutturarsi del legame di attaccamento permette la definizione dei Modelli Operativi Interni. Essi si definiscono come rappresentazioni mentali che il bimbo ha di sé e della propria figura di attaccamento. Con il tempo, queste rappresentazioni vengono generalizzate e diventano un vero e proprio modello relativo a come funzionano le cose nella relazione del soggetto con il mondo. I Modelli Operativi Interni, infatti, andranno a definire come il bimbo vede sé stesso e il mondo circostante.

 

L’ATTACCAMENTO NEI BAMBINI ADOTTATI: COME FUNZIONA?

Per i bambini che hanno subito separazioni o abbandoni come si struttura il legame di attaccamento? Come si può leggere, ad esempio, il legame di attaccamento nei bambini adottati? I bambini adottati hanno alle spalle una storia spesso molto complessa e difficile. Anche quando non ne hanno un vivo ricordo, l’aspetto della separazione è strettamente presente dentro di loro. Inevitabilmente, anche se molto piccoli, la loro esperienza è un bagaglio che si porteranno dentro per sempre.

Come sempre, anche per l’attaccamento nei bambini adottati, non è possibile una spiegazione univoca. Non vi sono, infatti, risposte standard. Molto, infatti, dipende dalla situazione specifica e dalle diverse variabili in gioco.

Ad esempio, un fattore molto importante è l’età d’ingresso del piccolo nella nuova famiglia. Per i bimbi più piccoli potrebbe non esserci stato il tempo di strutturare un vero e proprio legame di attaccamento con le figure precedenti. Ma non sempre è così.  Al contrario, alcuni bambini possono trovarsi ad affrontare un vero e proprio lutto del legame di attaccamento che, in qualche modo, viene a interrompersi. Anche se il legame di attaccamento non è funzionale è, comunque, il loro legame. Molto, però, dipende anche dal tipo di attaccamento strutturato con le figure di riferimento precedenti. Anche il temperamento del bimbo stesso ha un ruolo fondamentale.

L’attaccamento nei bambini adottati, dunque, non è sempre uguale e varia da situazione a situazione. Nel primo periodo di ingresso nella nuova famiglia, le esperienze pregresse incidono notevolmente sul legame con le nuove figure di riferimento. E’ questo il punto di partenza. Non è possibile definire a priori se un bimbo avrà problemi di attaccamento. Sicuramente, però, è necessaria una sensibilità particolare che tenga conto della complessità della situazione.

Attaccamento nei bambini adottati

 

ATTACCAMENTO NEI BAMBINI ADOTTATI: COSA POSSONO FARE I GENITORI?

Cosa possono fare i genitori adottivi? Occorre muoversi in maniera sensibile e attenta, nel rispetto del bimbo e della complessità della situazione che il piccolo e la nuova famiglia stanno vivendo. Favorire un legame di attaccamento nei bambini adottati di tipo sicuro non è semplice e  richiede cura e attenzione costante. Di seguito alcuni consigli pratici.

 

  • SENSIBILITA’

    Un atteggiamento sereno e sensibile aiuta i bambini a sentirsi accolti ed accettati. Occorre muoversi in maniera attenta. E’ importante rispettare i tempi e i modi del piccolo. Il bimbo, infatti, sta vivendo emozioni forti e contrastanti. Per i genitori non è sempre facile. Essi si preoccupano per il benessere del bimbo e cercano in tutti i modi di proteggerlo. A volte anche di iperproteggerlo. E’ importante, però, non riversare le proprie ansie sui bimbi. In questo modo, infatti, si potrebbero intensificare le loro forti emozioni forti, creando un circolo vizioso che si autoalimenta. La sensibilità dei genitori aiuta a stabilire un attaccamento nei bambini adottati di tipo sicuro.

 

  • ACCOGLIENZA

    Accogliere i bambini significa accogliere anche la loro storia e il loro passato. Questo non è sempre facile. E’, però, fondamentale. Ciò è possibile solo permettendo ai bimbi di parlare serenamente delle proprie esperienze precedenti. Ovviamente, questa non deve essere una forzatura per il bambino. Il piccolo non deve sentirsi obbligato a raccontare. Al contrario, deve percepire la possibilità di parlarne se e quando ne sente il desiderio. E’ la possibilità di parlarne a essere fondamentale.

 

  • CONFLITTO DI LEALTA’

    La nuova famiglia deve evitare che i bimbi si sentano coinvolti in conflitti di lealtà. I bambini devono sentirsi sereni e non triangolati dentro a dinamiche pericolose. Essi devono avere modo di esprimersi liberamente, di raccontare di sé e delle proprie emozioni. Così facendo, non devono sentirsi di tradire i genitori biologici o la realtà che li ha accolti fino a quel momento. Allo stesso tempo, essi non devono provare sensi di colpa verso chi ora si prende cura di loro. Il senso di colpa, infatti, può essere un sentimento molto presente nei bambini.

 

  • ELABORARE, NON CANCELLARE

    Il complesso compito dei genitori adottivi è quello di garantire nel piccolo la continuità tra passato e presente. Si tratta di un equilibrio che deve essere costruito ogni giorno. Essi deve essere riassestato continuamente, alla luce dei momenti di sviluppo. Non è mai raggiunto una volta per tutte. Esso deve continuamente essere co-costruito da genitori e figli.

 

I nuovi legami che vengono a crearsi nei casi di adozione sono una risorsa importante. Essi consentono ai piccoli di riattivare risorse per affrontare il complesso compito di ricostruire rapporti primari e riparare ferite spesso dolorose. E’ un lavoro di co-costruzione, che si attiva nel legame tra genitori e figli. I bambini , da una parte, danno la disponibilità a costruire nuovi legami di attaccamento. Allo stesso tempo, la famiglia ha il prezioso compito di rendere possibile tutto questo, ridando al bimbo la possibilità di riaffidarsi. Una sfida complessa, ma molto importante.

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO
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