Fare il genitore è il mestiere più bello del mondo, ma anche il più complesso. Le impareggiabili soddisfazioni, infatti, si alternano a momenti di sconforto e di tremenda preoccupazione. “Sto facendo la cosa giusta?” è spesso la domanda che mamma e papà si pongono nei confronti dell’educazione e della crescita dei propri bimbi. La risposta, purtroppo o per fortuna, non c’è. Però è importante chiederselo, per favorire una consapevolezza di quello che si sta facendo, riflettendo sul proprio stile educativo. “Che genitore sono?“, infatti, è un’altra domanda che i genitori spesso si pongono. Ed è un quesito interessante. Non per trovare la risposta in termini di giusto o sbagliato. Al contrario, per capire cosa funziona e cosa, invece, può essere migliorato per una crescita serena dei bambini.

 

CHE GENITORE SONO? UNA DOMANDA IMPORTANTE

Spesso si teme di sbagliare e di non comportarsi adeguatamente. La preoccupazione più grande è il benessere dei propri  figli.  Spesso i genitori si chiedono “Che genitore sono?”. Mamma e papà, infatti, tendono a farsi domande circa il loro ruolo e l’adeguatezza del compito che stanno portando avanti. “Che genitore sono”, dunque, è una domanda molto diffusa tra le mamme e i papà. Essa porta a riflettere su ciò che stanno facendo e come stanno ricoprendo il proprio ruolo educativo.

Di fronte ai mutamenti storico-culturali e sociali attuali, spesso ci si sente soli nel costruire e portare avanti il proprio ruolo di genitore. I genitori di oggi leggono, si informano e si pongono domande. Sono genitori che, rispetto al passato, hanno maggior accesso a tutti i tipi di informazioni. A volte, viene da dire, anche troppe. Allo stesso tempo, però, si teme di sbagliare e cresce la paura di  non riuscire a educare i bambini nella maniera giusta. La costruzione del proprio modello educativo dipende da molti fattori e chiedersi “Che genitore sono” è importante per capire la direzione che si sta prendendo e come ci si sta muovendo. Il tipo di genitore che si è, infatti, determina in gran parte il benessere dei bimbi e il tipo di adulti che diventeranno domani.

 

CHE GENITORE SONO? LO STILE EDUCATIVO ADOTTATO

Che cosa determina che genitore sono? Lo stile educativo adottato dipende da diversi fattori. Occorre, infatti, tenere presenti tra questi anche i valori e gli scopi dei genitori, insieme al sistema di credenze sullo sviluppo che essi abbracciano.

Possiamo individuare la presenza di quattro stili educativi.

  • Stile educativo AUTORITARIO, caratterizzato da uno stile rigido e assertivo, non orientato alla risposta dei bisogni del bambino. I genitori autoritari danno grande valore all’obbedienza, pretendendo rispetto per sé stessi e per i propri valori. C’è un rigido controllo sulle condotte dei piccoli. Nel caso in cui non vengono rispettate, spesso si fa riferimento alle punizioni, anche fisiche. Al contrario, non sono presenti lodi e premi quando le regole vengono rispettate. Sono assenti il dialogo e il confronto costruttivo.

 

  • Stile educativo PERMISSIVO, in cui è assente qualsiasi forma di autorità nei confronti dei bambini. E’ presente grande amore e affetto, ma sono assenti strategie disciplinari. Mamma e papà non forniscono una guida e i bambini non sono sostenuti a livello normativo. Non sono presenti regole e vi è poca coerenza sulla disciplina.

 

  • Stile educativo NEGLIGENTE, dove i genitori trascurano i figli, riducendo tempo ed energia all’interazione con loro. C’è disimpegno e disinteresse, caratterizzata da distanza affettiva. Non c’è dialogo o confronto, ed è assente qualsiasi tipo di sostegno.

 

  • Stile educativo AUTOREVOLE, caratterizzato da un’equilibrio tra calore e disciplina. I genitori supportano e guidano i figli, favorendo l’autonomia personale. Sono presenti il confronto e il dialogo, caratterizzati da coinvolgimento affettivo. Sono presenti poche regole chiare e definite, che devono essere rispettate.

 

che genitore sono

CHE GENITORE SONO DETERMINA IL BENESSERE DEI BAMBINI

 

  • CHE GENITORE SONO? IL GENITORE AUTORITARIO. Uno stile educativo autoritario inibisce le relazioni sociali. I bimbi spesso sono ansiosi, perché eccessivamente iperprotetti e mai messi nella condizione di scegliere o decidere. Spesso sono passivi e dipendenti, con scarsa percezione di sé e delle proprie capacità. L’autostima dei bambini cresciuti in un clima autoritario è spesso bassa.

 

  • CHE GENITORE SONO? IL GENITORE PERMISSIVO. Uno stile educativo privo di disciplina porta a crescere bambini privi di obiettivi, che faticano a prendere le proprie responsabilità. Spesso sono poco maturi dal punto di vista sociale e cognitivo. I bimbi cresciuti in un clima permissivo hanno maggiori probabilità rispetto agli altri di essere a rischio di devianza. Spesso presentano difficoltà nelle relazioni interpersonali e sviluppano sentimenti di inadeguatezza.

 

  • CHE GENITORE SONO? IL GENITORE NEGLIGENTE. Uno stile educativo trascurante favorisce lo sviluppo di bambini poco maturi dal punto di vista cognitivo e sociale, isolati ed esposti maggiormente al rischio di devianza. L’autostima è spesso bassa e tendono a sperimentare fantasie abbandoniche e sensazione di non essere accettati.

 

  • CHE GENITORE SONO? IL GENITORE AUTOREVOLE. Gli studi dimostrano che uno stile educativo basato sull’autorevolezza favorisce una buona autostima nei bambini, che hanno modo di sviluppare fiducia nelle proprie capacità. I bimbi, infatti, risultano maggiormente competenti e interessati al mondo che li circonda. Hanno buone capacità di autocontrollo. Sviluppano buone capacità di adattamento. Anche a livello scolastico, mostrano un rendimento migliore, anche grazie ad un atteggiamento positivo verso le proprie competenze.

 

DA COSA DIPENDE CHE TIPO DI GENITORE SONO?

L’educazione dei figli dipende da diversi fattori, che si influenzano tra loro. Tra queste, un ruolo importante è rivestito dalle credenze dei genitori. Le credenze sono costruzioni cognitive basate sull’esperienza. Esse orientano e motivano le azioni educative. Comprendono, ad esempio, le idee riguardo lo sviluppo dei bambini. E’ molto diverso, infatti, se un genitore pensa di avere una certa influenza sull’atteggiamento del figlio o, al contrario, se pensa che il bimbo sia fatto così e lui possa solo tentare di “correggerlo”. Allo stesso modo, è differente se un genitori crede che alcuni comportamenti del bambino siano modificabili oppure se, viceversa, pensa che alcune caratteristiche rimarranno immutate e non si potranno mai cambiare.

Inoltre, un ruolo importante nel definire che tipo di genitore sono è il senso di autoefficacia percepito. Esso influenza emozioni, pensieri e obiettivi dei genitori. Il senso di autoefficacia è la percezione soggettiva della propria possibilità di farcela come genitori. Esso nasce da una combinazione di diversi fattori. In primis, si sviluppa a partire dalle proprie esperienze infantili. Tutti noi, infatti, primi di essere genitori, siamo figli. Hanno una forte influenza anche i messaggi del contesto sociale in cui la famiglia è inserita, ma anche le esperienze attuali, che forniscono un feedback sul proprio modo di essere genitore. Anche il grado di preparazione al ruolo di mamma o di papà incide notevolmente sul proprio senso di autoefficacia.

Negli ultimi anni, inoltre, l’attenzione è stata posta su un altro contratto interessante. Si tratta dell’autoefficacia coniugale. La percezione di potercela fare come coppia di genitori, infatti, sembra mitigare le tensioni e lo stress che il ruolo educativo comporta. Questo è un potente fattore protettivo verso per la famiglia e i bambini.

 

CHE GENITORE SONO? LE CONSEGUENZE DI BUONA PERCEZIONE DI SE’ COME GENITORE

Gli studi dimostrano che i genitori con elevata autoefficacia adottano uno stile educativo favorevole per uno sviluppo sano ed armonioso dei bambini. I genitori che si sentono efficaci, infatti, si dimostrano attenti verso i bisogni dei bambini, ai quali rispondono in maniera adeguata. Essi riconoscono e incoraggiano i comportamenti positivi dei figli. Usano espressioni positive e calorose. Non fanno ricorso a punizioni fisiche, a cui sostituiscono il ragionamento e la disciplina induttiva. La disciplina induttiva pone al centro della relazione educativa il dialogo. Ai bambini, infatti, vengono spiegate le conseguenze delle azioni sugli altri. In questo modo si favorisce lo sviluppo di empatia e la resposabilizzazione.

I genitori con buona autoefficacia sollecitano scambi e interazioni con i bambini. Si favorisce, così, lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e linguistico. Di fronte ai problemi, essi risultano maggiormente proattivi, adottando un atteggiamento attivo e orientato al coping.

 

CHE GENITORE SONO? L’IMPORTANZA DI RIFLETTERE SUL PROPRIO RUOLO

Ci sono diversi modi di ricoprire il proprio ruolo educativo. Raramente capita di adottare uno stile “puro”, ma spesso possiamo vedere il mescolarsi di diverse modalità. E’ raro, infatti, vedere un genitore sempre autoritario, o sempre permissivo. Più facile, invece, vedere uno stile predominante che, alcune volte, viene contaminato da modalità diverse. Essere genitore non è semplice e implica la messa in gioco di sé stessi come persone. Per questo, porsi la domanda “Che genitore sono?” può essere utile, al fine di riaggiustare il tiro laddove si sente che c’è necessità di migliorare. Non c’è il manuale del genitore perfetto. Allo stesso tempo, però, si può imparare dagli errori e continuare a crescere come persone e come genitori.

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO
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