Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, spesso conosciuti con l’acronimo DSA, sono disturbi del neurosviluppo che inficiano la capacità di leggere, di scrivere e di calcolare in maniera corretta e fluente. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento si distinguono come segue.

Annabell Sarpato - Psicologa Verbania

DISLESSIA

La Dislessia è il termine per definire il disturbo della lettura, che si manifesta con una difficoltà nella codifica del testo. La precisione e la velocità nella lettura, infatti, risultano deficitarie rispetto a quella dei coetanei. La lettura dei bimbi con dislessia è ricca di distorsioni, omissioni e sostituzioni.

Annabell Sarpato - Psicologa Verbania

DISORTOGRAFIA

I bambini con Disortografia presentano difficoltà nella traduzione del linguaggio parlato in quello scritto, non legato alla mancanza di conoscenze delle regole ortografiche.


Annabell Sarpato - Psicologa Verbania

DISGRAFIA

Nella Disgrafia la leggibilità dei grafemi e la velocità di scrittura risultano compromesse, presentandosi sotto la media rispetto ai coetanei. La calligrafia dei bambini risulta, infatti, irregolare e difficilmente comprensibile.

Annabell Sarpato - Psicologa Verbania

DISCALCULIA

La Discalculia è il termine utilizzato per indicare le difficoltà nelle abilità di numero e calcolo.

Disturbi Specifici dell'Apprendimento: quali campanelli d'allarme?

Nonostante i Disturbi Specifici dell’Apprendimento comprendano al loro interno difficoltà diverse e con gravità distinte, è possibile rintracciare alcuni campanelli d’allarme che, se intravisti, meritano un approfondimento.

  • Lettura poco fluente, ricca di errori.
  • Lettura lenta.
  • Lettura sillabica.
  • Difficoltà della scrittura in corsivo.
  • Scrittura poco comprensibile.

  • Scrittura lenta e faticosa.
  • Difficoltà ad automatizzare le tabelline.
  • Difficoltà nell’esecuzione delle operazioni.
  • Difficoltà a memorizzare formule geometriche.

È importante tenere in considerazione anche:

  • Scarsa autonomia scolastica.
  • Difficoltà nell’utilizzo corretto del diario.
  • Facile distraibilità.
  • Senso di inadeguatezza rispetto alle richieste della scuola.


Quando si può parlare di Disturbi Specifici dell'Apprendimento?

Quando si può parlare di Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Per parlare di Disturbo Specifico dell’Apprendimento è necessario che il bambino abbia già avviato il processo di insegnamento delle abilità di scrittura, lettura e calcolo.

La diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento, dunque, può essere effettuata solo a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria e, nello specifico per la discalculia, dalla fine della classe terza.

È possibile, però, che alcuni indicatori emergano anche prima: ad esempio, durante la scuola materna, con le attività sullo sviluppo dei prerequisiti della scrittura, possono presentarsi delle difficoltà o dei rallentamenti nell’acquisizione.

È importante, laddove se ne ravvisi la necessità, andare a lavorare sulle aree deficitarie, per muoversi in ottica preventiva e di potenziamento delle aree di rischio.

Per diagnosticare un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, inoltre, è necessario escludere altri tipi di difficoltà. Non si può parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento quando:

  • È presente un ritardo cognitivo.
  • Sono presenti patologie neuropsicologiche.
  • Il bambino ha deficit sensoriali.
  • Sono presenti difficoltà emotive.

Soprattutto quest’ultimo punto merita un’attenzione particolare: spesso non si considera l’influenza che l’emotività agisce nella vita di un bambino e, quindi, anche sui suoi apprendimenti.

Esiste un livello di ansia che impedisce al bambino di affrontare i compiti richiesti? È possibile riscontrare qualche fattore ambientale, come la nascita di un fratellino o la separazione dei genitori, che influenzi il rendimento scolastico del piccolo? È importante, dunque, considerare sempre il bambino nella sua complessità, non riducendolo esclusivamente al risultato di un test.

Quando mi occupo della valutazione degli apprendimenti di un bimbo o di un ragazzo, infatti, è importante inserire i risultati della batteria testistica specifica all’interno di una visione globale del bambino, tenendo conto della sua complessità e unicità.

È fondamentale evidenziare i punti di forza e di debolezza, mirando a potenziare questi ultimi per aiutare i bambini a trovare strategie utili per affrontare la scuola e i compiti richiesti in maniera corretta e positiva.


E dopo la diagnosi?

Una volta accertata la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento occorre muoversi per aiutare il bambino a far fronte in maniera costruttiva alle difficoltà riscontrate. La diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento, infatti, è il punto di partenza per un percorso atto a lavorare sul potenziamento delle aree deficitarie.

I percorsi che propongo si prefiggono obiettivi chiari e definiti, attraverso una continua ridefinizione con la famiglia e la scuola. Lavoro sull’automatizzazione dei processi di apprendimento, ma anche sulla costruzione di strategie ad hoc per aiutare i bambini a muoversi nello studio. Un elemento predittivo di bontà dell’intervento è sicuramente la precocità, che garantisce una maggiore possibilità di sviluppare e potenziare strategie adeguate.


Come possono sentirsi i bambini con Disturbi Specifici dell'Apprendimento?

Di fronte alle difficoltà scolastiche dei bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento possono esserci diverse reazioni: si sono bimbi che si arrabbiano, altri che diventano tristi; ci sono piccoli che perdono la motivazione nello studio, altri che diventano aggressivi e altri ancora che si chiudono in sé stessi.

Quando si parla di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, infatti, si tende a focalizzare l’attenzione sulle difficoltà a livello di lettura, scrittura e calcolo, tralasciando la componente emotiva.

Questo è molto grave, perché essa gioca un ruolo molto importante sui vissuti dei bambini, sulla percezione che essi hanno di sé e sulle loro capacità. Una buona autostima e una stabile fiducia nelle proprie capacità, infatti, sono elementi fondamentali per uno sviluppo sano ed armonioso del bambino.

È molto importante, dunque, prestare attenzione alla componente emotiva dei bimbi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, perché il rischio è quello di creare un circolo vizioso, deleterio per il bambino.

Creare un clima di fiducia e di dialogo tra il bimbo, la famiglia, la scuola e i professionisti è sicuramente alla base per lo sviluppo di una buona autostima nel bambino e di fiducia nelle sue capacità, che si porterà dietro anche quando sarà grande.