Educare i bambini a pensare meglio: come sconfiggere i pensieri irrazionali

E’ importante educare i bambini a pensare meglio. Ma cosa significa? Il modo in cui viviamo comincia nella nostra testa. E questo vale anche per i bambini. Di fronte a medesime situazioni, infatti, capita che i piccoli reagiscano in maniera anche molto diversa tra loro. Come mai? Ogni reazione che un bambino ha di fronte ad una situazione dipende dai pensieri che vive. Quando succede qualcosa è come se avesse una vocina che commenta interiormente la situazione. In base a questi pensieri, poi, dipendono le emozioni che si provano. Spesso, però, non ci si rende conto dei pensieri che ci guidano. Essi, infatti, sono automatici e consolidati nel corso del tempo.

Esistono pensieri razionali nei piccoli, che guidano i loro comportamenti in maniera funzionale. Sono presenti, però anche dei pensieri irrazionali, che influenzano la percezione della realtà. E’ importante, dunque, educare i bambini a pensare meglio. Solo ciò consente loro di vivere serenamente, affrontando le grandi e piccole sfide della vita in maniera più funzionale.

Possiamo distinguere i pensieri che guidano il comportamento  in due tipi. Queste due categorie di pensiero sono presenti sia nei grandi, che nei bambini. I pensieri possono essere:

  • RAZIONALI. I pensieri razionali consistono in considerazioni realistiche e oggettive. Essi mirano allo scopo e provocano reazioni emotive adeguate.
  • IRRAZIONALI. I pensieri irrazionali sono pensieri irrealistici ed esagerati. Essi si attivano in automatico. I pensieri irrazionali nei bambini, come per gli adulti, ostacolano il raggiungimento degli obiettivi.

 

Educare i bambini a pensare meglio significa ridurre i pensieri irrazionali. Ciò consente di per far spazio a pensieri razionali, realistici e oggettivi. Da questi discenderanno comportamenti maggiormente adeguati, ma non solo. Anche le emozioni potranno essere gestite in maniera più efficace. Insomma, educare i bambini a pensare meglio può avere moltissimi effetti positivi. E’ un vero e proprio investimento per il benessere dei bambini.

Educare i bambini a pensare meglio

 

EDUCARE I BAMBINI A PENSARE MEGLIO: QUALI SONO I PENSIERI IRRAZIONALI?

Educare i bambini a pensare meglio è importante fin dalla nascita. Inevitabilmente ogni bambino arriva a sviluppare alcuni pensieri irrazionali. Quando essi sono tanti e pervasivi, però, rischiano di creare sofferenza e disagio nei piccoli. I pensieri irrazionali possono causare ansia e disturbi depressivi, ma anche comportamenti oppositivi ed esplosioni di rabbia incontrollabile.

E’ importante, dunque, identificare quali pensieri irrazionali guidano le percezioni del bimbo, in modo tale da ri- educare i bambini a pensare meglio. I pensieri irrazionali sono assoluti e estremamente rigidi, inflessibili. Essi non rispondono a nessuna logica e sono incoerenti con la realtà. Nonostante quello che si può pensare, inoltre, essi non aiutano a raggiungere i propri obiettivi, anzi. Spesso ostacolano lo sviluppo del bimbo e la possibilità di raggiungere i piccoli e grandi traguardi prefissati. Ai pensieri irrazionali sono, infine, associate emozioni disfunzionali, che il bimbo fatica a gestire.

Possiamo distinguere diverse forme di pensiero irrazionali:

  • DOVERIZZAZIONI

    Quando i bimbi sostengono che tutto deve andare come dicono loro. Essi considerano le proprie priorità come esigenze assolute.

 

  • BASSA TOLLERANZA ALLA FRUSTRAZIONI

    Quando vengono ingigantiti aspetti sgradevoli di una persona o di un evento. La bassa tolleranza alle frustrazioni può produrre nel bimbo rabbia ed evitamento.

 

  • VALUTAZIONI GLOBALI SU SE’ STESSI E SUGLI ALTRI

    Avviene quando il piccolo giudica se stesso o le altre persone nella loro globalità, a partire da uno solo o da pochi comportamenti osservati. Questo pensiero può produrre ostilità e rifiuto verso gli altri, oppure disistima verso sé stessi. Un piccolo errore o un comportamento sbagliato possono compromettere la visione che i bimbi hanno di sé, degli altri o del mondo che li circonda.

 

  • PENSIERI CATASTROFIZZANTI

    Avviene quando i bambini considerano situazioni spiacevoli o fastidiose come vere e proprie tragedie, terribili e orrende. Questi pensieri possono provocare alti livelli di ansia. Su un continuum, i bambini tendono a esasperare le situazioni.

 

  • BISOGNI ASSOLUTI

    Quando il bambino considera come bisogno assoluto quello che, in realtà, è solo preferibile. Ciò può far emergere ansia, depressione e ostilità.

 

COME EDUCARE I BAMBINI A PENSARE MEGLIO?

I pensieri irrazionali nei bambini sono automatici e si attivano in maniera incontrollata, perché siamo abituati a pensare in quel modo. Ma come fare per liberarsi da questi virus mentali e iniziare a pensare in maniera funzionale? A volte questo processo viene fatto automaticamente. Altre volte, invece, occorre impegnarsi per “combattere” certi pensieri, in modo convincente e insistente, finchè perdono la loro forza.

Come è possibile aiutare i bambini a pensare meglio? Come aiutare i piccoli a ridurre i loro pensieri irrazionali?

 

  • CONSAPEVOLEZZA

    Non è facile capire quali pensieri guidano il nostro comporatamento. A volte sono così radicati che sono parte di noi e guidano automaticamente le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Alcuni pensieri, infatti, ci accompagnano fin da piccolissimi. Pe chi li vive, sembrano logici e naturali. Sembra che è proprio così, non è possibile pensare diversamente. Imparare a riconoscere i pensieri irrazionali, allora, diventa il primo step. Questo è fondamentale per individuarli e capire che devono essere modificati. Riconoscerli serve per poter fare degli accorgimenti ed educare i bambini a pensare meglio. Solo avendo consapevolezza di questi pensieri, infatti, possiamo imparare a eliminarli e a sostituirli con pensieri maggiormente funzionali.

 

  • METTERE ALLA PROVA IL PENSIERO

    Dopo aver identificato cosa dice la vocina interiore e, dunque, evidenziato il pensiero, è utile metterlo in discussione. Spesso tendiamo a pensare che esso sia corretto, ma è realmente così? Ci sono, ad esempio, altri modi di considerare l’evento? Riflettere sul fatto se quel pensiero dica cosa vere o utili per sentirsi meglio permette di riflettere sulla sua utilità.

 

  • TRASFORMARE IL PENSIERO

    Una volta messo in discussione il pensiero irrazionale è importante sostituirlo con uno più utile e funzionale. Ad esempio, ci si può allenare a pensare che, anche se qualcuno ci prende in giro, noi valiamo lo stesso. Oppure, iniziare a pensare che non sempre chi ci fa un torto lo fa in maniera volontaria. Può capitare, ad esempio, che un amico può averci arrecato danno, ma  in maniera inconsapevole. E’ importante, però, distinguere tra quelle che sono false risposte consolatore e vere e proprie argomentazioni realistiche. E’ un passaggio non sempre facile, che richiede molto allenamento.

 

EDUCARE I BAMBINI A PENSARE MEGLIO: QUANDO CHIEDERE AIUTO A UN PROFESSIONISTA?

Non è sempre facile trovare argomentazioni contro un determinato pensiero irrazionale, perché esso può essere molto radicato e risultare “ovvio”. Con un po’ di allenamento, però, si scopre che non è così. Ci sono tanti esercizi pratici che permettono di allenare il benessere emotivo dei bimbi, per aiutarli a rendere automatico lo sviluppo di pensieri funzionali.  Un percorso di educazione razionale-emotiva, infatti, aiuta i bambini a riconoscere le proprie emozioni e a gestirle, lavorando sui meccanismi mentali che le influenzano. Si tratta, dunque, di accompagnare il bimbo ad apprendere come mettere la mente a servizio del cuore.

Quando i bambini affrontano un momento di complessità, un lavoro di questo tipo può essere molto utile. Esso, infatti, fornisce ai bimbi gli strumenti per affrontare le sfide quotidiane, in maniera più funzionale. Non è semplice, ma è molto importante. Oltre a lavorare sulla situazione specifica, infatti, educare i bambini a pensare meglio è un regalo a lungo tempo. E’ un piccolo grande bagaglio che i bambini porteranno sempre con sè. A volte sarà più facile, altre più difficile. Ma essi avranno la consapevolezza che non esiste un solo modo di pensare e che esso non corrisponde necessariamente alla realtà.

L’educazione razionale emotiva lavora sulla prevenzione e sulla promozione del benessere. Fin da piccoli occorre prestare attenzione al proprio benessere, perché è già da qui si gettano le basi per gli adulti che si diventerà domani. Come adulti, tutti noi siamo responsabili di questo. Come genitori, come educatori, come professionisti della salute. Ma non solo. Tutti gli adulti sono responsabili, a loro modo, delle generazioni che verranno.

 

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO
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