Aiutare i bambini con Dislessia nello studio: alcuni consigli pratici

Aiutare i bambini con Dislessia nello studio

I bambini con dislessia si trovano, spesso, ad avere difficoltà a scuola, nello studio e nella gestione dei compiti. Per questo è importante che insegnanti e genitori si attivino per aiutare i bambini con dislessia nello studio. E’ importante che vengano offerti loro strumenti per affrontare la scuola in maniera serena e produttiva. Molto spesso, invece, l’esperienza dei bambini con dislessia è tutt’altro che positiva. Frustrazione e insoddisfazione sono all’ordine del giorno e, questo, purtroppo rischia di innescare un circolo virtuoso pericoloso.

Perché AIUTARE I BAMBINI CON DISLESSIA NELLO STUDIO?

La dislessia è un disturbo dell’automatizzazione dei processi di decodifica dei segni scritti. I bimbi con dislessia, quindi, hanno difficoltà a leggere in maniera accurata e fluente. Ogni bimbo dislessico ha un quadro diverso e l’evoluzione delle difficoltà può essere molto eterogenea a seconda di diversi fattori. Oltre alla gravità del disturbo, occorre tenere in considerazione le risorse del bambino e dell’ambiente in cui egli è inserito. La dislessia, inoltre, comporta molti fattori secondari, che tendono a complessificare la situazione. Ciò porta con sé conseguenze a livello psicologico e comportamentale. I continui insuccessi scolastici, infatti, possono far sperimentare vissuti di sfiducia e bassa autostima nei bambini, a cui può far seguito un calo della motivazione scolastica. Ne possono derivare comportamenti internalizzati, di ritiro e chiusura, oppure esternalizzati, dove i sentimenti di tristezza e rabbia possono sfociare in comportamenti di opposizione e aggressività.

Per questo, occorre aiutare i bambini con dislessia nello studio, supportandoli nella ricerca del proprio metodo per far fronte alle richieste scolastiche. Per il benessere del bambino è importante che famiglia e scuola si muovano nella stessa direzione, in maniera sinergica, per condividere il progetto educativo-didattico del piccolo. In questo modo si aiuta il bimbo a sviluppare una buona fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità.

Aiutare i bambini con Dislessia nello studio

come aiutare i bambini con dislessia nello studio?
  • ORGANIZZAZIONE. E’ importante stabilire delle routine programmate, in cui il bimbo sa quando e come organizzarsi. Creare un programma di studio aiuta i bambini a diventare autonomo nella gestione dei compiti a casa e del materiale su cui lavorare. Quando il carico di lavoro è molto pesante, può essere utile suddividere i compiti per impegno, organizzandosi per rispondere al meglio al lavoro richiesto, senza stancarsi eccessivamente. La creazione di un planning può facilitare il compito di organizzarsi nello studio.

 

  • PAUSE. Non è vero che le pause possono causare distrazioni e non permettono di concentrarsi, anzi. Creare delle pause stabilite, a seconda dei tempi attentivi dei bambini, può essere funzionale al rendimento e utile per mantenere la motivazione. Ben venga, dunque, l’alternarsi di momenti di studio e di pause rigeneranti.

 

  • SUPPORTO TECNOLOGICO. La tecnologia ha portato con sé strumenti molto utili per supportare i bambini nell’apprendimento. Strumenti come tablet e pc possono rendere lo studio più accattivante e, a volte, meno difficoltoso. Questo può essere molto utile per i bambini, se trasformato in un alleato nello studio. Occorre ricordare che, anche in questi casi, è importante ricercare strumenti ad hoc per il bambino e per le sue potenzialità.

 

  • GIOCHI DA TAVOLO. Alcuni giochi da tavolo, come il Memory o le Carte da Uno possono essere molto utili per potenziare concentrazione e attenzione.

 

  • VIVA GLI AUDIOLIBRI. Anche se il bimbo ha difficoltà specifiche nella lettura, non è detto che non può amare questo passatempo. Si può sviluppare questa passione leggendo insieme dei testi, oppure utilizzando gli audiolibri.

 

aiutare i bambini con dislessia nello studio: il supporto di un tutor

Quando possibile, può essere utile scegliere un professionista preparato che possa seguire il proprio figlio nell’esecuzione dei compiti. Spesso il momento dei compiti è molto difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista emotivo. Ciò può portare con sé sentimenti di frustrazione e rabbia, causando incomprensioni tra genitori e figli. Un supporto esterno può essere d’aiuto per separare i due ruoli e mantenere il rapporto con i propri figli maggiormente sereno e non focalizzato esclusivamente sulle difficoltà che si possono incontrare nell’esecuzione dei compiti.

L’aiuto di un professionista formato, inoltre, supporta l’individuazione di un metodo di studio specifico e individualizzato per bambini e ragazzi con queste difficoltà.

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO

 

 

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