Difficoltà in matematica: quando si può parlare di discalculia?

Si sente spesso di bambini e adulti che hanno difficoltà in matematica. A detta dei più, infatti, la matematica sembra l’ostacolo più grande per molti studenti, dalla scuola primaria al liceo. Anche le ricerche confermano l’avversione per questa materia. Secondo alcuni studi, infatti, in Italia le capacità matematiche risultano inferiori a diversi altri Paesi europei. Non sempre, però, si tratta solo di gusti e di preferenze personali. A volte, infatti, dietro alle difficoltà in matematica sembra nascondersi una complessità diversa.

 

QUANDO LE DIFFICOLTÀ IN MATEMATICA SONO INNATE: LA DISCALCULIA

La discalculia è uno dei Disturbo Specifici dell’Apprendimento, meglio conosciuti con l’acronimo DSA. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento coinvolgono uno specifico dominio di abilità, senza intaccare il funzionamento intellettivo globale. I bambini con DSA, infatti, hanno un quoziente intellettivo nella media. Anzi, il ritardo mentale è uno dei criteri per escludere la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Per parlare di DSA, inoltre, si deve escludere la presenza di altri disturbi neurologici o difficoltà emotive che coinvolgono il normale funzionamento delle abilità di apprendimento.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento comprendono:

  • Dislessia
  • Disortografia
  • Disgrafia
  • Discalculia

Diversi studi evidenziano un’alta comorbilità tra i diversi disturbi dell’apprendimento. E’ molto diffuso, infatti, trovare più Disturbi Specifici dell’Apprendimento nello stesso soggetto. E’ meno frequente, invece, anche se non impossibile, trovare bambini che presentano difficoltà solo in un’area degli apprendimenti.

La discalculia è una disfunzione neurobiologica indipendente dall’ambiente. Non si tratta, infatti, di un cattivo insegnamento o di scarsa motivazione. Essa ha origini biologiche, e si presenta indipendentemente dal livello di istruzione. Si tratta di un disturbo delle abilità numeriche e di calcolo, che si può esplicitare in diversi modi, a seconda della gravità. Questo non significa che l’ambiente non ha il suo impatto, anzi. L’ambiente di apprendimento è la risorsa più preziosa che si ha disposizione per potenziare le aree più deboli e rafforzare i punti di forza.

Difficoltà in matematica

QUANDO LE DIFFICOLTÀ IN MATEMATICA POSSONO ESSERE CONSIDERATE DISCALCULIA?

Per diagnosticare la discalculia è importante affidarsi a un professionista esperto che valuti la situazione nella sua complessità. Si può parlare di discalculia quando il livello delle prestazioni nelle prove di calcolo sono significativamente inferiori a quelle previste per scolarità e livello intellettivo. Occorre considerare i parametri di accuratezza e rapidità delle prove. E’ opportuno anche ricorrere all’analisi qualitativa degli errori per orientare la diagnosi. In questo modo, infatti, è possibile effettuare una mappatura delle aree deficitarie e dei punti di forza del bambino. E’ importante anche  valutare specifiche abilità e competenze, come la memoria e le abilità visuo-spaziali. Ciò è fondamentale per sostenere e facilitare l’acquisizione di apprendimenti aritmetici.

La valutazione delle abilità aritmetiche e di calcolo può essere effettuata solo a partire dalla terza classe della scuola primaria. Se, però, sono presenti dei segnali che destano attenzione anche prima, può essere utile un approfondimento preventivo. Approfondire preventivamente serve per individuare eventuali fattori di rischio e indicatori di ritardo degli apprendimenti.

 

A QUALI DIFFICOLTÀ IN MATEMATICA PRESTARE ATTENZIONE?

Ecco alcuni dei segnali a cui è importante prestare attenzione per iniziare a indagare se le difficoltà in matematica nascondono qualcosa di più. Le difficoltà in matematica si presentano :

  • nell’identificare i numeri;
  • nello scrivere i numeri sotto dettatura;
  • nel capire il senso dei numeri;
  • nella scarsa capacità di fare stime;
  • nella lentezza nei calcoli;
  • nel contare alla rovescia;
  • nei ragionamenti aritmetici;
  • nel cogliere nessi e relazioni matematiche;
  • nella comprensione e analisi di un problema.

 

Come ovvio, le difficoltà in matematica sono più evidenti quando aumenta il livello di scolarizzazione e le aspettative dell’ambiente sono più alte. Si possono vedere bambini che, anche ormai grandicelli, usano le dita. Oppure studenti che faticano a memorizzare i numeri o che hanno difficoltà a risolvere problemi matematici nella vita quotidiana (ad esempio, dare il resto).

Quando i genitori e gli insegnanti notano che le difficoltà in matematica sembrano nascondere qualcosa di più serio, dunque, è opportuno rivolgersi a un professionista per una valutazione degli apprendimenti. In questo modo è possibile fare una sorta di fotografia per capire le aree di debolezza e i punti di forza del bambino. Ciò è fondamentale per supportarlo nella maniera adeguata negli apprendimenti scolastici. A seguito della valutazione, è previsto un periodo di potenziamento per rinforzare le aree sottostanti che risultano deficitarie.

 

PERCHE’ E’ IMPORTANTE INTERVENIRE SE CI SONO DIFFICOLTÀ IN MATEMATICA?

Difficoltà negli apprendimenti possono inficiare sul benessere generale del bambino. Quando lo studente, nonostante l’impegno e la buona volontà, non riesce a raggiungere i risultati attesi, entrano in gioco sentimenti contrastanti. Spesso, infatti, l’autostima e il proprio senso di autoefficacia ne risentono. Viene meno la motivazione e, di conseguenza, la voglia di studiare. A volte possono comparire anche ansia e angoscia, che possono sfociare in una forma di fobia scolare. Per questo è importante supportare i bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

 

COSA FARE SE CI SONO DIFFICOLTÀ IN MATEMATICA?

L’obiettivo di chi presenta difficoltà in matematica è quello di aumentare le proprie competenze. Anche se le difficoltà permangono, infatti, è possibile trovare le proprie strategie per farvi fronte. Ne deriva anche una migliore autostima, che può dare il via a un circolo virtuoso. In questo modo, infatti, aumenta il proprio seno di autoefficacia, che migliorerà, a sua volta, la capacità di far fronte alle difficoltà incontrate.

Come aumentare le competenze?

  • potenziamento specialistico delle aree sottese coinvolte;

 

  • strumenti compensativi (ad esempio, la calcolatrice o la tavola pitagorica);

 

 

  • giocare con la matematica. Anche se non è facile divertirsi con le attività che risultano più complicate, è importante approcciarsi alle difficoltà in maniera serena e, perché no, divertente. Vi sono diversi giochi che permettono di allenare alcune abilità in maniera ludica e creativa.

 

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO

 

 

 

Commenti