Dire di No ai bambini: come e quando?

Dire di No ai bambini

Nella nostra società, dire di No ai bambini  diventa sempre più difficile. Spesso si confonde il desiderio di non far mancare nulla e pretendere il massimo per loro con l’assenza di proibizioni. In un mondo veloce come il nostro, il concetto di desiderio e attesa sembrano venire meno. Tutto deve essere ottenuto subito, senza sacrifici.

Complice anche la frenesia della quotidianità, spesso si cede anche per i sensi di colpa per non poter stare molto tempo con i propri figli. Per questo, quando si sta insieme, sembra brutto vietare loro qualcosa o proibirgli qualche attività. Dire di No ai bambini, quindi, diventa molto difficile per mamma e papà, che si sentono in colpa a far provare piccole frustrazioni ai loro bambini.

Dire di No ai bambini, quando è necessario, invece, è molto importante. Esso, infatti, aiuta a creare una cornice rassicurante, in cui i bambini possono muoversi. Avere delle regole e doverle rispettare è fondamentale per crescere in maniera serena ed equilibrata. Dire di No ai bambini pone il limite, ed è compito dei bambini imparare a rispettarlo. Allo stesso tempo, però, il No è utile perché i bambini possano sfidarlo, soprattutto in alcune fasi della crescita, per vedere fino a che punto si può arrivare. La mancanza di un contenimento, al contrario, crea nel piccolo una sensazione di vuoto e di disorientamento, che lo porta a non avere riferimenti. Anche se al momento del No può scaturire una piccola frustrazione, quindi, in realtà esso diventa fondamentale per il piccolo e per il suo sviluppo.

Dire di No ai bambini: come e quando?

come e quando dire no ai bambini?
  • IL TONO. Quando si dice No al bimbo, il tono della voce dovrebbe essere sempre tranquillo e mai alterato. Anche se si è molto arrabbiati, è importante cercare di mantenere la calma e avere un atteggiamento pacato. Anche se è difficile, se il bambino risponde con urla e pianti disperati è bene evitare la guerra a chi alza di più la voce. Il No, infatti, non deve essere dettato dalla rabbia, ma da motivazioni precise e motivate, antecedenti al momento di crisi.
  • SE E’ NO, E’ NO. Non è sempre facile, ma se si dice di no, è importante mantenere quella posizione con coerenza, anche se il bimbo fa i capricci o si dispera. Altrimenti il rischio è quello di trasmettere al bambino il messaggio che impuntandosi può ottenere facilmente quello che vuole. Mantenere la propria posizione dimostra al bambino che vi è un motivo valido per porre un limite.
  • SGUARDO SERIO, MA SENZA FAR PAURA. Quando si dice di No, bisogna sempre guardare negli occhi il piccolo, con sguardo serio e fermo, ma senza terrorizzare. Anche in questo caso, un atteggiamento pacato, ma deciso, funziona meglio di un imposizione furiosa.
  • POCHI NO. Dire di No ai bambini è molto importante, Esso, però, deve essere fatto quando realmente ce ne è la necessità. Anche perché, altrimenti, c’è il rischio che essi perdano di valore e diventino un’abitudine per il bambino. Poche regole, semplici e chiare, sono molto più utili di tante regole che poi, necessariamente, non possono essere sempre rispettate.
dire di no ai bambini spiegandone il perchè
Occorre spiegare ai bambini perché si risponde con un No, sempre tenendo presente l’età e il suo livello di sviluppo. Sembra scontato ricordarlo, ma frasi come “perché lo dico io” oppure “è così e basta”, non solo aumentano la rabbia e la frustrazione nel bambino, ma favorisce anche lo sviluppo di una bassa autostima e poca fiducia nel dialogo con i genitori. I bambini, inoltre, capiscono, se non subito con l’avanzare del tempo, che dire “no” non è un’imposizione calata dall’alto, ma è frutto di una motivazione.
DOTT.SSA ANNABELL SARPATO

 

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