Come affrontare il momento delle pagelle con i propri figli?

La scuola è finita e spesso i genitori mi chiedono come affrontare il momento delle pagelle con i propri figli. Da sempre il tema dei voti a scuola ha visto alternarsi posizioni anche molto contrastanti tra loro. Molti studiosi sostengono che la valutazione numerica (ad esempio, da 0 a 10) sia la più utile. Altri, invece, propendono per il giudizio (bravo, discreto, sufficiente e così via). Altri ancora, infine, riflettono sull’importanza di eliminare definitivamente i voti dal sistema scolastico.

Il nostro sistema attuale, però, prevede la presenza di una votazione e, dunque, dobbiamo capire come affrontare il momento della pagella con i propri bimbi. Per quanto la pagella, spesso, non dica nulla di nuovo ai bambini o ai ragazzi, la loro consegna ha un valore particolare. I bambini, infatti, sono consapevoli del loro rendimento scolastico durante l’anno, ma la pagella simbolicamente rappresenta qualcosa di molto importante. La pagella, infatti, rappresenta la prima valutazione esterna ufficiale. Essa è un documento che mette nero su bianco i risultati scolastici del bambino.

La pagella, però, non è da considerarsi la “resa dei conti”. Essa dovrebbe, invece, essere letta come uno strumento utile per fare il punto della situazione rispetto all’andamento scolastico. Se intesa come una fotografia della situazione da cui ripartire, essa diventerà un’alleata fondamentale per lo studio estivo e per l’anno successivo.

Come affrontare il momento delle pagelle

 

COME AFFRONTARE IL MOMENTO DELLE PAGELLE CON I PROPRI FIGLI?

  • NON E’ UN GIUDIZIO SUI BAMBINI. E’ importante trasmettere il messaggio che il voto è riferito a quanto è stato appreso, e non un giudizio sulla loro persona. Questo vale sia con voti discreti, ma anche con voti ottimi. Frasi come “Che bravo che sei!” di fronte a un del 10 trasmette il messaggio che il bambino è bravo perché ha portato a casa un bel voto. E cosa succederà se nella verifica seguente il risultato non sarà altrettanto brillante? Lodare su quanto viene fatto, invece, è molto importante. Occorre evidenziare non solo il risultato, però, ma anche l’impegno e la motivazione.

 

  • IL VOTO E’ PARZIALE. Il voto è una fotografia statica del momento. Esso non può sintetizzare tutto ciò che sta dietro a nove mesi di scuola. Il voto da una fotografia da cui partire, a cui va necessariamente associato il colloquio con le insegnanti, che potranno delineare al meglio i punti di forza e le lacune del bambino. Le moderne pagelle online, dunque, sono ottime perché permettono di risparmiare carta e inchiostro, ma devono necessariamente essere associate ad incontri approfonditi tra insegnanti e genitori.
  • MOMENTO DI DIALOGO E CONFRONTO. La pagella è un ottimo strumento per parlare di scuola con i propri figli. Non in senso inquisitorio o punitivo, ma bensì come spunto di riflessione. La pagella, in ogni caso, può essere un punto di partenza per partire dalle lacune e riprendere in mano la situazione. La pagella può servire per migliorare l’organizzazione quotidiana allo studio e il metodo adottato. Essa deve essere intesa, infatti, come uno strumento di crescita, in grado di aiutare a migliorare il rendimento scolastico e la motivazione allo studio.

 

COME AFFRONTARE IL MOMENTO DELLE PAGELLE: EVITARE LE PUNIZIONI

Quando arriva una pagella non brillantissima, spesso i genitori rimangono delusi. Può capitare, inoltre, che mettano in atto punizioni e castighi, sperando che questi spingano i bambini a impegnarsi di più. Punendo i bambini, però, non si considera che il protagonista della vita scolastica non siamo noi adulti. La delusione e il dispiacere dei genitori è normale. Il ragazzo poteva impegnarsi di più, si poteva fare qualcosa, e via dicendo. Ma, purtroppo, è andata così e non si può fare più nulla.

 

Non è facile capire come affrontare il momento delle pagelle meno brillanti. Spesso i bambini, anche se non lo danno a vedere, sono più delusi degli adulti. Fingere che non importa nulla può essere una difesa dei ragazzi. La punizione non è costruttiva e non dice nulla su cosa fare per recuperare eventuali lacune. Sgridarli o accusarli di non impegnarsi abbastanza, inoltre, oltre a ferirli ulteriormente rischia anche di minare la loro autostima, incappando in un circolo vizioso, da cui con il tempo è difficile uscire. Analizzare insieme cosa è successo durante l’anno, investendo sulla motivazione e lavorando sulle eventuali difficoltà, invece, potrebbe rivelarsi la mossa vincente per ripartire con il piede giusto.

 

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO
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