Migliorare autostima nei bambini: qualche consiglio pratico

Una buona autostima è una preziosa risorsa per affrontare la vita in maniera serena e costruttiva. Migliorare autostima nei bambini, quindi, diventa un obiettivo importantissimo, perché li aiuterà a diventare adulti maggiormente resilienti. Questo non significa che si proteggerà i propri piccoli dalle difficoltà della vita, ma si garantirà loro un piccolo grande bagaglio per farvi fronte in maniera positiva, imparando a fronteggiare le complessità con una marcia in più.

Fortunatamente l’autostima non è una cosa data. Non nasciamo con un’alta o con una bassa autostima. Essa si costruisce con il tempo, in base a diversi fattori che entrano in gioco e si influenzano reciprocamente. Gli adulti che circondano il bambino, le esperienze di vita e l’ambiente in cui è inserito giocano un ruolo fondamentale per definire il proprio modo di essere. I primi anni di vita, infatti, sono fondamentali per gettare le basi per una buona autostima. Migliorare autostima nei bambini fin da piccoli, quindi, è un obiettivo che ci si deve porre come adulti responsabili delle nuove generazioni.

 

MIGLIORARE L’AUTOSTIMA DEI BAMBINI: IL RUOLO DELL’EDUCAZIONE

L’ambiente di vita del bambino ha un’influenza forte sulla possibilità di creare una buona autostima nei bambini. In particolar modo, un ruolo fondamentale è svolto dallo stile educativo adottato. Molti studi hanno dimostrato che uno stile educativo autorevole è quello maggiormente in grado di sviluppare una buona autostima nei bambini. Uno stile educativo autorevole, infatti, aiuta a sviluppare fiducia nel bambino, che si sente ascoltato, compreso e sostenuto. Il genitore, dunque, deve diventare la base sicura da cui il bambino può tornare, ma senza negargli la possibilità di esplorare il mondo.

migliorare autostima nei bambini

COME MIGLIORARE AUTOSTIMA NEI BAMBINI?

  • OBIETTIVI REALISTICI. E’ importante prefissare per i propri bambini degli obiettivi realistici. Spesso le aspettative nei confronti dei piccoli sono esagerate e, questo, rischia necessariamente di far uscire il bambino sempre perdente. E’ importante, invece, prendere consapevolezza dei punti di forza e quelli più fragili dei propri bimbi, e porsi degli obiettivi volti al miglioramento, ma sempre alla loro portata. Ci si deve muovere in quella che Vygotsky definisce “zona di sviluppo prossimale“, nell’area compresa tra il livello di sviluppo attuale e quello potenziale.

 

  • ATTENZIONE AL PROCESSO. In una società come la nostra dove l’attenzione è sempre volta al risultato, dovremmo spostare il nostro focus maggiormente sul processo. Non è l’esito l’unico aspetto che conta, ma l’impegno, la dedizione e la motivazione che si mettono in campo per raggiungere un obiettivo. Anche le lodi, ad esempio, dovrebbero essere maggiormente rivolte su questo aspetto. E’ l’impegno che deve essere premiato, non esclusivamente il risultato.

 

  • PERMETTERE DI FARE ERRORI. Spesso si tende a iperproteggere i bambini, non permettendo loro di fare esperienza del fallimento. Non sperimentando l’errore, però, i bambini non vengono protetti, anzi. E’ impossibile (per fortuna) evitare ai bambini ogni tipo di fallimento. Il messaggio che passa, infatti, è che non si può sbagliare e si deve evitare ad ogni costo di perdere. A questo punto, quando capiterà, per il bambino sarà molto grave perché non contempla l’errore nelle proprie esperienze di vita. Se, invece, il bambino sa che si può fare giusto, ma anche sbagliare, allora riuscirà maggiormente a inserire questa esperienza nella sua storia di vita e non viverla come qualcosa di eccessivamente di stravolgente per la propria identità.

 

MIGLIORARE AUTOSTIMA NEI BAMBINI CREDENDO IN LORO

L’autostima si struttura in base ai messaggi che, più o meno esplicitamente, si trasmettono ai bambini. Non solo quello che si dice, ma come lo si fa, quali esperienze si fanno vivere, quanta autonomia si concede loro. I bambini, infatti, hanno bisogno di sperimentare e, come si è detto prima, anche di sbagliare. Questo non significa lasciar far loro quello che vogliono, anzi. Significa creare un contesto supportivo, ma strutturato, con limiti e regole semplici e definite. All’interno di questo contesto, in bambino può muoversi e sperimentare.

Anche perché, in fin dei conti, deve essere l’adulto il primo a credere nei bimbi, se no come è possibile che lo facciano loro?

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO

 

 

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